Intervista assurda, recensione creativa

Buongiorno, innanzitutto ti do del tu per l’ età che hai, e ti voglio anche ringraziare per essere qui con noi a parlare del libro di cui  fai parte: “Il giardino di Lontan Town”
-Buongiorno anche a lei, per me è un vero piacere essere qui. Sa,non vedevo l’ ora di venire in radio a parlare del libro.
-Vedo che sei molto elettrica e allora cominciamo subito. La prima domanda che volevo farti è: -Ti piace il libro di cui sei partecipe?
-Naturalmente sì. Anzi, se devo dirla tutta è il mio preferito, non perché ne sono la protagonista, è perché mi coinvolge proprio, anche se l’ autrice all’ inizio non mi aveva parlato di come si strutturava il libro.
-Quindi questa casa editrice ti sei trovata bene?
-Si, mi sono trovata più che bene!
-Va benissimo cara, mi fa piacere, ma non corriamo troppo, prima di passare ad altre domande, parlami dell’ autrice di questo libro.
-Allora guarda l’ autrice del libro si chiama Patrizia Rinaldi, vive e lavora a Napoli. E’ laureata in Filosofia e si è specializzata in scrittura teatrale. Oltre questo libro lei, tra i più famosi, ha scritto anche: “Federico il pazzo”(2014), “Mare giallo”(2012), “Rock sentimentale”(2011), “Piano Forte”(2009).
-Una scrittrice dalla penna facile! Ora cominciamo a parlare di te, in qualità di protagonista , e per iniziare voglio farti una domanda. Nel libro tu hai una “passione”, quella di dare degli nomignoli, dei nomignoli speciali riguardanti animali, perché ?
-Perché io amo dare dei soprannomi, specie agli animali e se tu ti stai chiedendo perché proprio agli animali è per il semplice fatto che io adoro queste creature.
-Io lo avevo detto che in questa ragazza c’ era qualcosa di lei che non conoscevamo. Allora dato che stai andando benissimo ti posso chiedere la trama del libro?
-Certamente sì. Allora, il libro parla di “una ragazza (me) che vive con il fratello e la madre in una casa vecchia e stra vecchia. Un giorno, la madre, non potendo mantenere la figlia, la mandò dalla zia a Lontan Town. All’ inizio lei non si trova bene, perché ha cambiato scuola, abitudini, amicizie ma alla fine si abituerà e riuscirà a vedere in un altro modo le imperfezioni, e addirittura si innamorerà…” Mi fermo qui, altrimenti vi levo il gusto di leggerlo!
-Cara Mea, il libro mi piace moltissimo, naturalmente io lo ho già letto ma lo rileggerei un’ altra volta, e poi ancora un’ altra, ma andiamo oltre. Passiamo alla prossima domanda: come ti sei sentita quando hai saputo che tua madre voleva mandarti a vivere con tua zia?
-Quando ho saputo questo, ero dispiaciuta e pensavo anche che era perché non mi voleva più con lei, ma solo dopo ho capito che era per una questione economica.
-Anche io mi sarei sentita così, ma dopo tutto, ti sei trovata bene da tua zia…
-All’ inizio è stato un po’ difficile abituarsi a quello che si faceva, neanche la casa mi piaceva molto prima, ma dopo ho scoperto molte cose…naturalmente non vi dico cosa, altrimenti quando lo leggerete già sapete come andrà a finire.
-Certamente, non vogliamo far sapere come finisce e perciò andiamo avanti: mi potresti dire la parte del libro che ti piace di più?
-Sinceramente non c’è una parte che preferisco perché mi piace tutto il libro ma se devo proprio scegliere una parte, sceglierei quella che dice : Comunque i soldi erano pochi anche prima dell’ acqua. Continuavamo lo stesso, con i sogni dell’ estero di mia madre, con lo sport e il lavoro di mio fratello che però giocava anche a rugby, con il mio giardino, con le gioie e i dolori comuni. Mi piace questo pezzo perché sottolinea la nostra voglia di vivere ed è questo il bello di una famiglia.
-Hai detto delle parole bellissime! Mi hai stupito… non so se te ne sei accorta, ma il tempo è già finito purtroppo. Che ci possiamo fare? E allora, va bene, anche questa intervista è finita, ma ce ne saranno molte altre! Ci vediamo alla prossima, cari lettori. Ma non posso finire e non salutare Mea perciò CIAOO
-Ciao, cara e grazie di avermi invitato! E’ stato un piacere essere qui oggi!

Aurora Mercuri

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