Buongiorno!

-Buongiorno a lei.

Prima di tutto le voglio chiedere come è andato il viaggio.

-Allora il viaggio è andato bene, molto tranquillo. Ma ti prego, dammi del tu…siamo ancora giovani.

Certo! Come no.

-Grazie!

Però iniziamo subito con l’intervista che tutti i nostri spettatori sono impazienti…prima cosa, come ti è venuto in mente di scrivere un diario?

-Io ho voluto scrivere il diario per molti motivi:
1)Perchè me lo avevano regalato per il mio compleanno;

2)Perchè speravo che un giorno (sapendo che poi ci avrebbero portato nel campo di concentramento) qualcuno se ne accorgeva e veniva a liberarci perchè leggendo il libro si rendeva conto della schiavitù che abbiamo passato quei mesi in soffitta

3)Perchè era l’unica cosa su cui potevo scrivere tutto anzi raccontare tutto senza problemi.

Come ti sei sentita quando hai visto l’altra famiglia dividere la soffitta con voi?

-Io mi sono sentita …non so come dire…mi son sentita quasi morire, perchè sapevo che c’era anche un’altra famiglia che non conoscevo…temevo ci potessero fare del male…

Cosa hai pensato quando l’hai visti entrare in soffitta?

-Io inizialmente pensavo che fosse l’esercito che ci voleva portare nel campo di concentramento, ma poi si è rivelata una famiglia tranquilla.

Come hai vissuto quei mesi nella soffitta?

-Io ho passato quei mesi in ansia, perchè comunque la paura di essere scoperti c’era. Vivevamo in un ambiente piccolo ed eravamo 2 famiglie.

71yed9rnu7lInvece adesso parlaci del tuo rapporto con il ragazzo, Peter, se non erro.

-Si, ora ve ne parlo subito: il mio rapporto con questo ragazzo era molto forte. Io speravo che potesse nascere qualcosa oltre una semplice amicizia…ma c’era sempre mia sorella di mezzo…sembrava quasi una competizione, lui sembrava quasi un premio.

L’hai mai rivisto quando vi hanno portato nei campi di concentramento?

-No, io non l’ho mai rivisto

Ok…grazie mille di averci dato l’opportunità di intervistarti!

-Grazie a voi!

Per oggi è tutto, ci vediamo la settimana prossima con un’altra intervista, vi ringraziamo di essere sempre così numerosi.

 

Giorgia Panci, IIA, IC San Vito Romano

 

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